mercoledì 18 luglio 2012

Amarezze editoriali: la rivalsa del Web...


Perché autopubblicare un libro.
“La sua opera non rientra nei nostri piani editoriali”: è stata questa la risposta che ho ricevuto da alcune case editrici alle quali ho inviato il mio manoscritto. Altre, peggio ancora, non mi hanno nemmeno risposto. Ed ecco il perché della scelta di autopubblicare il mio romanzo Il fantasma di Margaret Houg. Naturalmente, non ho la presunzione di pensare che il mio libro sia un capolavoro del genere “giallo”, un’opera che rimarrà nella memoria dei posteri. Però non saranno ricordati come “cime d’intelligenza” nemmeno alcuni editori che si autodefiniscono “seri” e che, prima di leggere un pezzetto del tuo manoscritto, ti propongo delle schede con domande assurde, tipo: “Qual è il motivo per cui vorresti pubblicare? Per diventare famoso? Vorresti che la pubblicazione di questo libro ti facesse guadagnare abbastanza da cambiare stile di vita? Vorresti pubblicare per soddisfazione personale, non importa il risultato?” Cosa rispondere? A me, personalmente, sarebbe piaciuto sapere da questi “esperti” cosa non va nel mio romanzo, ricevere critiche costruttive e suggerimenti; se così fosse stato, mi avrebbero senz’altro trovato disposto a cambiare. Ma questo non avviene mai.
Non voglio far guerra a nessuno e capisco che non tutti possano diventare scrittori, ma ritengo che un editore, per propria professionalità, e per rispetto nei confronti dell’autore, nel rifiutare un manoscritto, dovrebbe addurre i motivi della propria scelta.
Le uniche offerte di pubblicazione che ho ricevuto venivano da EAP (acronimo di editori a pagamento). Non voglio dilungarmi su questo argomento, però mi riesce difficile accettare l’idea di dover pagare per poter lavorare.
Due parole sul libro
Il libro o, per meglio dire, l’e-book che propongo al lettore è un giallo semplice, e per certi versi un po’ ingenuo. Quando l’ho scritto ero molto giovane e avevo una concezione del libro giallo diversa da quella che in seguito ho maturato. Comunque chi avrà la pazienza di leggerlo potrà giudicare autonomamente sulla sua qualità e sui suoi contenuti. Credo che al modesto prezzo di €. 0,99 valga la pena di provare a leggerlo. La quarta di copertina la trovate qui.
Il blog
In verità questa non è la mia prima esperienza nel gestire un blog. L’ho fatto per tre anni con L’enigma della lingua albanese. Ma questa volta è diverso. Come potete notare, il blog è diviso in diverse sezioni, dalla Home al Coming soon, e senza falsa modestia vi consiglio di visitarle tutte. Soprattutto, se volete farvi un’idea di come scrivo, potete leggere la novella che ho pubblicato nella pagina Racconti. E, se intendete farvi un idea sul libro Il fantasma di Margaret Houg, potete leggerne gratuitamente il primo capitolo nella sezione ad esso dedicata.
Perché il blog si intitola PANACEA
Mentre girovagavo sul web in cerca di un titolo per il blog, con scarsi risultati, mi è venuta in mente questa parola: Panacea. Poi leggendo la definizione, mi è piaciuta l’idea di qualcosa che “è rimedio capace di risolvere qualsiasi problema”.
Insomma, se state ancora leggendo queste righe, spero ciò significhi che siete interessati/e al mio libro. Aspetto commenti e, mi raccomando, siate clementi nel farli.
Elton Varfi_@elton2577


Nessun commento:

Posta un commento