lunedì 19 novembre 2012

22/11/’63


Jake Epping, giovane insegnante di inglese, viene coinvolto in una strana faccenda tramite Al Templeton,  proprietario della tavola calda preferita da Jake. Nella cantina del bar c’è un passaggio temporale che collega il nostro tempo con il 1958. Bene. Al Templeton chiede al giovane insegnate di passare attraverso la “buca del coniglio” (cosi Al ha battezzato il varco temporale), e di tornare indietro nel tempo, per – udite, udite – impedire a Lee Harvey Oswald di uccidere John F. Kennedy a Dallas nel 1963. Naturalmente Jake non accetta così, su due piedi; ma Al ha dei buoni argomenti dalla sua per convincerlo. Scongiurando la morte del presidente, secondo Al, si poterebbe influire sulla sorte del mondo; impedire la guerra del Vietnam, salvando così centinaia di migliaia di vite umane, e addirittura si potrebbe evitare l’uccisione di Martin Luther King. Al Templeton aveva iniziato lui stesso questa missione, ma un cancro ai polmoni in fase terminale gli aveva impedito di portarla avanti; cosi decide di chiedere l’aiuto di Jake. Ovviamente si tratta di un missione impegnativa, anche perché né Al, né Jake  sono sicuri che a sparare a Kennedy sia stato soltanto Oswald. Per questo Jake Epping, il giovane insegnante di inglese, dovrà avere la certezza assoluta di come si sono svolti gli avvenimenti, prima di fermare Lee Oswald. Il giovane professore entra nel “buco del coniglio” non soltanto per impedire l’omicidio di Kennedy, ma anche mosso da alcuni suoi personali motivi: rendere impossibile un massacro successo nel giorno di Halloween del 1958.  Riuscirà il nostro eroe a salvare un enorme numero di vite umane?
Per saperlo dovete naturalmente leggere il libro di Stephen King, che per me è bellissimo, tanto da meritare quattro stelle sia su Anobii e sia su Goodreads.
L’argomento dei viaggi nel tempo ha affascinato da sempre gli scrittori. Da “Un americano alla corte di re Artù” di Mark Twain e fino a “22/11/’63” di King, i romanzieri hanno cercato di immaginare come potrebbe essere bello, o molto spesso brutto, se si potesse andare a zonzo attraverso il passato ed il futuro. Insomma, viaggiare nel tempo è stato sempre un sogno dell’umanità.
Devo confessare che io non ho una particolare predilezione per "il Re", come lo chiamano in tanti. La decisione di leggere il libro l’ho presa perché ero curioso di capire come sarebbe stato rappresentato il mondo con la fantasia di un visionario come Stephen King, se Kennedy fosse sopravvissuto quel 22 novembre del '63 a Dallas. In realtà credo che il mondo sarebbe stato esattamente com'è ora. La morte di Kennedy non ha cambiato niente. La morte di un solo uomo, per quanto possa essere importante e potente, non potrà cambiare né il corso della storia e né il destino del mondo.
In realtà mi incuriosiva leggere come il "Re" aveva trattato il tema dei viaggi nel tempo, e devo dire che non mi ha deluso affatto. Ma se posso scegliere, preferisco la descrizione dei viaggi nel tempo di un altro visionario “pazzo” com’era H.P. Lovecraft:

Il tempo[] è immobile; non ha né inizio, né fine. Che abbia movimento e sia  causa del mutamento è solo illusione. In realtà, il tempo stesso è illusione perché, a parte la visuale ristretta degli esseri dalle dimensioni limitate, non esistono cose come il passato, il presente e il futuro. L’uomo pensa al tempo soltanto in virtù di ciò che chiama cambiamento, ma anche quest’ultimo è illusione. Tutto ciò che era, che è, e che sarà, esiste simultaneamente.

Questo scriveva Lovecraft a proposito dei viaggi nel tempo nel suo racconto “Attraverso i cancelli della chiave d’argento”. Che dire? Una teoria affascinante e, per quanto mi riguarda molto più veritiera di tante altre.
Elton Varfi_@elton2577

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